Il Presidente A.N.E.D. Giuseppe Vanacore è stato ricevuto al Ministero della Salute, in occasione della Maratona Patto per la Salute 2019-2021, nella giornata dedicata all’ascolto delle associazioni dei pazienti e di attivismo civico; l’ultima della “tre giorni” di ascolto e confronto promosse dal Ministero con l’obiettivo di raccogliere idee, stimoli e buone pratiche per migliorare la sanità pubblica e promuovere l’innovazione partecipata.
Il Patto per la Salute è un accordo finanziario e programmatico tra il Governo e le Regioni, che viene rinnovato ogni tre anni per migliorare la qualità dei servizipromuovere l’appropriatezza delle prestazioni, e garantire l’unitarietà del sistema sanitario.

Il Ministro Grillo saluta i rappresentanti delle associazioni di pazienti

Il Ministero della Salute, in occasione della redazione del nuovo Patto, ha avviato un percorso di condivisione partecipata attraverso l’ascolto dei rappresentanti dei tre pilastri del sistema salute: operatori, aziende, e associazioni di pazienti.

Un’occasione di ascolto e di confronto che A.N.E.D. ha colto per sottolineare ancora una volta i tre pilastri su cui fonda il proprio lavoro per gli anni a venire.

La relazione del Presidente Vanacore ha portato all’attenzione del Ministro Grillo le istanze condivise con ACTI e AITF, le due associazioni di pazienti legate ad A.N.E.D. da un protocollo di intesa, evidenziando gli obiettivi comuni.

Il Presidente A.N.E..D., Giuseppe Vanacore, durante il suo intervento

La cronicità: Denunciamo che il Piano Nazionale, approvato nel 2016, è stato recepito solo da otto Regioni. Sosteniamo la definizione di PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali). In un mondo in cui si vive più a lungo, ma da malati, continuiamo a lavorare per evitare la cronicità attraverso la prevenzione e la diffusione di corretti stili di vita. Richiediamo, inoltre, un adeguato sostegno economico, ad oggi irrisorio, per malati cronici invalidi; politiche più mirate per garantire su tutto il territorio nazionale, e in modo uniforme, il trasporto in dialisi e la dialisi turistica. Denunciamo, infine, la necessità primaria di sostenere le politiche per la donazione di organi e tessuti.

L’equità nell’accesso alle cure. I 40 miliardi di spesa sanitaria privata evidenziano una carenza del sistema pubblico. Ciò costituisce una barriera alle cure della popolazione più vulnerabile socialmente.

LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Denunciamo la vendita, a carico del paziente, di farmaci necessari per malattie croniche. La diffusione di prodotti alimentari aproteici, fondamentali nella dieta conservativa dei pazienti uremici, risulta ad oggi ancora disuniforme sul territorio nazionale. Richiediamo l’inserimento, all’interno dei LEA, dell’esercizio fisico che, oltre a garantire benefici per i pazienti, comporterebbe una riduzione di costi per il Sistema.

Leggi l’intervento del Presidente A.N.E.D.

Ph: http://www.salute.gov.it
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