Al Sig. Ministro della Salute
Dott. Orazio Schillaci
Gentile Signor Ministro,
seguiamo con grande attenzione e apprezzamento il percorso intrapreso per il rinnovamento del Servizio Sanitario Nazionale, volto a mantenerne l’universalità e l’equità, rendendolo al contempo più dinamico, meno burocratico e maggiormente orientato all’integrazione multidisciplinare, anche attraverso l’impiego delle tecnologie digitali e della telemedicina.
In questo contesto, riteniamo strategica l’implementazione delle reti cliniche, e auspichiamo che vengano sviluppate e diffuse anche reti cliniche dedicate alla nefrologia, capaci di integrare efficacemente l’assistenza ospedaliera con quella territoriale, con particolare attenzione all’estensione delle cure domiciliari.
Purtroppo, oggi la nefrologia soffre di una grave carenza di personale specializzato, sia tra i medici che tra gli infermieri dedicati. Questa criticità comporta disagi che non sono più sostenibili, se non si affronta il problema con una programmazione condivisa e un’analisi coordinata tra tutti gli attori del sistema sanitario.
Siamo consapevoli che le risorse umane non rappresentano l’unico ambito su cui agire: la telemedicina, la digitalizzazione, il nuovo Fascicolo Sanitario Elettronico, l’ecosistema dei dati sanitari e l’uso dell’intelligenza artificiale sono leve fondamentali per migliorare l’efficienza del sistema, ridurre gli sprechi e promuovere una medicina più personalizzata e centrata sul paziente.
Tuttavia, desideriamo porre alla Sua attenzione alcuni dati allarmanti: in Italia, la prevalenza della malattia renale cronica è stimata tra l’8% e il 10% della popolazione adulta, e si tratta di una condizione in crescita.
Il decorso della malattia renale è spesso progressivo ma non ineluttabile. Grazie ai nuovi farmaci e a un miglior approccio dietetico-nutrizionale, è oggi possibile ritardarne significativamente l’evoluzione, posticipando o evitando la dialisi, con notevoli benefici per i pazienti e i loro familiari, nonché per la sostenibilità del sistema sanitario.
Ogni anno, circa 10.000 persone iniziano la terapia dialitica sostitutiva. È importante sfatare il mito che si tratti esclusivamente di persone anziane e con comorbilità: circa il 30% dei nuovi dializzati è potenzialmente idoneo al trapianto renale.
Sarebbero necessari almeno 2.500-3.000 trapianti in più ogni anno per soddisfare i bisogni effettivi.
Inoltre, i tempi di iscrizione in lista d’attesa per il trapianto possono superare i 49 mesi, nonostante sia noto che ogni anno in dialisi aumenta significativamente il rischio di mortalità.
La carenza di organico in nefrologia è un ostacolo reale e penalizzante: rallenta i percorsi per l’iscrizione in lista trapianto, ritarda lo studio delle coppie per trapianto da vivente (in particolare quello pre-emptive, ossia prima dell’inizio della dialisi), e compromette i controlli post-trapianto che spesso ricadono sulle nefrologie territoriali.
Vi sarà facile immaginare quanto sia difficile, per chi vive questa realtà, ricevere quotidianamente richieste da parte di pazienti che, per motivi di lavoro, studio o vacanza, non riescono a trovare un posto per la dialisi nella realtà ove intendono recarsi, o che incontrano gravi ritardi negli esami e nelle visite pre-trapianto, oppure si scontrano con un personale sanitario sempre più stressato e colpito da fenomeni di burn-out.
Sappiamo bene che non esistono soluzioni semplici o immediate, e che le risorse sono limitate, ma molto si può fare anche attraverso piccoli ma concreti passi nella giusta direzione.
Ci rivolgiamo a Voi come volontari dell’Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto (ANED) con la speranza – e la fiducia – che le istanze dei pazienti vengano ascoltate e considerate come stimolo positivo e propositivo per il miglioramento della sanità.
Saremmo lieti di poter presentare queste istanze in un incontro dedicato, convinti che il coinvolgimento diretto dei pazienti rappresenti un importante valore aggiunto nel percorso di innovazione e umanizzazione della cura.
Con viva cordialità,
Il Presidente ANED
Giuseppe Vanacore