Poesia della sesta edizione del concorso Nazionale “Quirino Maggiore” di Narrativa, Poesia e Fotografia in Nefrologia, Dialisi e Trapianto.
Opera di Sabrina Fodaroni, 2° classificata, sezione poesia, categoria operatore
Nel mio corpo crescono radici spezzate, fili d’ombra tessuti nella pelle.
Il tempo non scorre, si piega,
si riversa in pozze silenziose, dove il dolore scrive il suo nome sulle pietre levigate dall’attesa.
Ma sotto la cenere dorme un seme, custode di giorni ancora acerbi.
Non chiedo promessa, né certezza, solo il fragile bagliore di una foglia nuova che osa spuntare verso il sole.
Il vento la sfiora, la solleva, la pioggia ne disseta le vene, la terra la accoglie, paziente, la luce la guida, fiduciosa.
E nell’aria vibrano echi di rinascita, come onde che tornano alla riva, come l’Inverno che cede alla Primavera, palpitante, ostinato, necessario.
E mentre la luce si posa sulla pelle, le radici si intrecciano, si rinnovano, il dolore muta, si scioglie nel tempo, lasciando spazio a un nuovo germoglio che cresce, si piega, e torna a ricordarmi chi sono.