Covid 19 – La situazione per dializzati e trapiantati

A dieci giorni dal DPCM dell’ 8 marzo, che ha esteso la ‘zona rossa Covid19’ all’intero territorio nazionale, mancano ancora protocolli emergenziali che diano indicazioni univoche ai centri dialisi d’Italia.

A.N.E.D. ha scritto al Ministero della Salute per porre l’accento su questa problematica e sollecitare una comunicazione istituzionale per tutti i medici e gli operatori sanitari incaricati di curare i pazienti in dialisi, in questo momento di emergenza sanitaria. Qui il testo della lettera di A.N.E.D. Lettera ANED Ministro piani di emergenza emodialisi

Nel frattempo, i centri dialisi si sono attivati per garantire la sicurezza dei propri pazienti e del proprio personale.

Riportiamo, a titolo esemplificativo, le linee guide diffuse dalla Società Italiana di Nefrologia – Sezione Emilia Romagna, predisposte con la collaborazione del Dott. Antonio Santoro, past President della SIN e Direttore del Comitato Scientifico di A.N.E.D..

Considerazioni preliminari

Le procedure dialitiche, terapia salvavita per i pazienti con insufficienza renale cronica o acuta, sono a rischio di trasmissione e disseminazione del COVID-19 per molteplici aspetti procedurali e logistici.  […]

E’ opportuno, in aggiunta alle indicazioni generali diffuse a livello nazionale e generale, seguire specifiche raccomandazioni:

  • i membri dello staff medico-infermieristico devono auto-monitorare il proprio stato di salute e informare immediatamente il Direttore e/o la Coordinatrice nel caso in cui essi o i loro familiari sviluppino sintomi indicativi di infezione da COVID-19.
  • Il personale portatore del virus (accertato) non deve entrare in contatto con pazienti in trattamento dialitico
  • Gli operatori dei Centri dialisi devono essere addestrati ad eseguire il tampone naso-faringeo per la PCR COVID-19, con una protezione adeguata, in accordo con l’infettivologo o con i Dirigenti del Servizio di Igiene Pubblica.

Consulta il documento integrale di Sin Emilia Romagna

La situazione del lavoro durante Covid-19

Fin dal primo DPCM del 23 febbraio, ai pazienti trapiantati è stato consigliato l’uso delle mascherine, evitare luoghi sovraffollati e, se necessario, mantenere una distanza di sicurezza dalle altre persone. Quasi 10.000 persone trapiantate, però, sono in età lavorativa e per loro si pone il problema dei congedi dal lavoro, in tutte quelle professioni per cui non è possibile impiegare la modalità di ‘lavoro agile’.

Anche per i lavoratori sottoposti alla terapia dialitica – titolari di invalidità civile ex legge 104 – i congedi lavorativi hanno rappresentato un’ulteriore fonte di preoccupazione in queste giornate.

Il Decreto-legge del 17 marzo, il cosiddetto Cura Italia, ha fornito indicazioni per tutti i titolari di legge 104 e per i pazienti trapiantati o sottoposti a terapia immunosoppressiva.

Riportiamo di seguito domande e risposte pubblicate sul sito dell’INPS bit.ly/2J5D8vP.

Sono estesi i giorni di permesso della legge 104/1992?
Sì. I giorni di permesso sono estesi a 18 totali per marzo e aprile 2020 per:
– I lavoratori pubblici e privati che assistono una persona con disabilità (art. 33, comma 3, legge 104/1992);
– I lavoratori pubblici e privati a cui è riconosciuta disabilità grave che hanno già diritto alternativamente al permesso orario o giornaliero (art. 33, comma 6, legge 104/1992).
Le persone che hanno diritto a questi permessi possono scegliere come distribuire i 18 giorni nei due mesi (i giorni di permesso non “scadono” a fine mese). Le modalità per la richiesta e l’utilizzo di questi permessi rimangono le stesse di sempre.
Per il personale sanitario (sia del comparto pubblico che privato) l’estensione dei permessi è possibile solo compatibilmente con le esigenze organizzative dettate dall’emergenza.

Ho diritto ai giorni di permesso per la legge 104/1992 per più di un familiare. Di quanti giorni posso usufruire adesso?
Sono stati aumentati i giorni di permesso, ma non sono cambiate le modalità di richiesta e di utilizzo. Quindi se era possibile cumulare i due permessi in precedenza, è possibile cumulare adesso anche le relative estensioni (esempio: se prima avevi diritto a 6 giorni di permesso totali al mese per due familiari, adesso hai diritto a 36 giorni da poter utilizzare fra marzo e aprile 2020).

Sono un lavoratore dipendente cui è riconosciuta la disabilità grave (articolo 3, comma 3, legge 104/1992) posso chiedere lo smart working (o lavoro agile)?
Sì. E’ un tuo diritto utilizzare in questo caso lo smart working (o lavoro agile), a patto che questa modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa normale. Il D.L 17 marzo 2020 ha introdotto nuove norme per consentire di ricorrere al lavoro agile in modo più semplice e anche per l’acquisto delle dotazioni tecniche da parte dei datori di lavoro. Consulta il testo del D.L.

Sono un lavoratore dipendente con disabilità grave (articolo 3, comma 3, legge 104/1992), posso restare a casa dal lavoro?
Sì. Fino al 30 aprile, l’assenza dal lavoro in questi casi è equiparata al ricovero ospedaliero o, in caso di quarantena obbligatoria o sorveglianza domiciliare, alla malattia.

Mi è stata certificata una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, posso restare a casa dal lavoro per difendermi dai rischi del contagio?
Sì. Fino al 30 aprile, l’assenza dal lavoro in questi casi è equiparata al ricovero ospedaliero perché la sua condizione sanitaria è certificata, nella generalità dei casi, dal riconoscimento della legge 104/92 (nei diversi casi, art. 3 comma 3 o art. 3 comma 1). Il medico di medicina generale è incaricato di redigere gli appositi certificati, come evidenziato dalla circolare dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità. Leggi il parere dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone disabili Circolare-Presidenza-Consiglio articolo 26 .

A.N.E.D. ha composto una nota dedicata al tema del lavoro e dei congedi, diffusa su tutto il territoriale nazionale e consultabile a questo link Nota A.N.E.D. decreto Cura Italia

Leggi la circolare dell’INPS Circolare numero 45 del 25-03-2020

2 Comments
  1. Buongiorno. Sono una ragazza portatrice di trapianto renale. Sono assunta come categorie protette, ma non mi è stata riconosciuta la legge 104. Lavoro in un negozio di abbiglianenti dove non sarà possibile mantenere le norme di sicurezza. Nel mio caso come mi devo comportare? Dovrei chiedere di fare domanda per una pensione di invalidità anticipata o un indennizzo in caso di non poter rientrare a lavoro?

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