Poesia della sesta edizione del concorso Nazionale “Quirino Maggiore” di Narrativa, Poesia e Fotografia in Nefrologia, Dialisi e Trapianto.
Opera di Silvia Cappelletti, 1° classificato, sezione poesia, categoria operatore
Ti ho visto arrivare,
con gli occhi pieni di tempesta
e il corpo stanco di battaglie,
mentre il tempo scivolava via tra tubi e silenzi.
Ti ho stretto la mano,
mentre la macchina riprendeva il canto,
mentre il sangue faceva ritorno
come un fiume alla sua sorgente.
Siamo fatti di attese, tu ed io. Tu aspetti il domani che forse verrà,
io riempio il presente di gesti piccoli,
di parole leggere come carezze,
di speranza che scorre sottopelle.
Madre Natura ci ha creati diversi,
fragili e forti,
radici intrecciate nella stessa terra,
un unico fiore dai mille colori.
E poi c’è chi dona,
senza sapere il tuo nome,
chi riceve,
senza poter dire grazie,
e chi resta,
come me,
a custodire ogni respiro,
a dare voce alla vita che rinasce.
Perché la vita non è solo sangue e ossa,
ma il battito che si fa ritorno,
il cuore che trova un’altra casa,
il dolore che diventa primavera.