Salve a tutti. Ho 36 anni e sono trapiantata dal 1997 e vivo a Roma. La malattia ha segnato la mia infanzia, l'adolescenza, e tutta la giovinezza, cambiando forma ogni volta e mi sono dovuta adattare alle situazioni: prima nefrite, poi dialisi, poi trapianto e poi tutti gli acciacchi dopo. E ho ancora davanti tanto tempo per cambiare ancora... tante sfide! So che capite bene cosa intendo. Grazie alla forza d'animo, bravi medici e tanta fortuna, ce l'ho fatta a studiare, a lavorare e a girare l'italia e qualche paese estero e, ora, sono una psicologa. Ma riconosco che alcune situazioni sono veramente complicate. Da tanto tempo ho un sogno che sto cercando di realizzare: mi piacerebbe che anche al centro sud, come succede già da tempo al nord, si prestasse più attenzione agli aspetti psicologici di dialisi, trapianto e malattia cronica in generale. Mi piacerebbe che le persone nella nostra situazione potessero essere assistite da psicologi, psicoterapeuti senza spendere una fortuna. Che ne dite?
Vi farò sapere come va a finire. Daniela
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