ANTONIO ho letto la tua lettera ma mi sembra di leggere la mia vita da dializzato. Infatti andavo in montagna con amici scalatori, sai nei rifugi del CAI, ore e ore di salita, ma a 34 anni e con una gamba amputata per incidente, non ero da meno a nessuno. Nella vita di tutti i giorni:lavoro, normale come tutti. Quando andavo in dialisi, nel pomeriggio dopo pranzo, prendevo la mia borsa con dentro scarpe e tuta da ginnastica, e palestra per 80/90 minuti. Ritornavo a casa, una rinfrescatina e prendevo la borsa con ciabatte e pigiama e via in dialisi e... stavo benissimo. Si, lo ammetto, sono fortunato perché, come dici tu Antonio, anche il cervello e la volonta fanno la loro parte. Voglio ancora rinnovare i miei migliori auguri a tutte le persone, in modo particolare alle persone che stanno soffrendo. FORZA E CORAGGIO RENZO
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