Mi chiamo Maria Elisabetta e sono nata nel gennaio 1960. 1978: in 3 mesi dovevo decidere. Non avevo più tempo. Vivere o morire ! In quegli anni si viveva in una situazione di disinformazione assoluta: dialisi, fistola, mi sembrava di essere in un altro mondo. Sono riuscita a farmi un’idea di cosa mi aspettava parlando con i medici molto disponibili a spiegarmi come sarebbe funzionata questa mia nuova avventura. Siccome avevo solo 18 anni, ho pensato di percorrere la strada della vita, accettando di subire un intervento di arterio/venosia che mi avrebbe permesso di sottopormi alla dialisi e di inserirmi nella lista delle persone in attesa di trapianto renale, cioè una vita migliore. Speravo che la dialisi fosse un modo per poter vivere bene, ma mi sbagliavo: troppi collassi durante le sedute dialitiche e per questo un medico aveva accelerato l’intervento di trapianto renale e scoprì che mia mamma, ora 76nne, era l’unica compatibile con me. Purtroppo sbagliarono il trattamento del rene di mia madre e ciò mi ha costretto a 5 dialisi aggiuntive per aiutare il nuovo organo a funzionare correttamente. Anche se l’organo era entrato in insufficienza renale cronica, ho cercato in tutti i modi di portarlo il più a lungo possibile. E’ durato quasi 10 anni. La seconda volta che sono entrata in dialisi ho scelto la dialisi peritoneale perchè l’esperienza precedente era stata traumatica: non volevo più stare male, ma non avevo capito che nel frattempo la medicina aveva fatto progressi da gigante e quando 2 anni dopo ho avuto un’infezione da rottura di una ciste ovarica, ho dovuto asportare il tubo peritoneale e con la vecchia fistola sono stata dializzata ancora per circa 2 anni. Il 2° trapianto è stata una sorpresa anche perchè sono stata benissimo per i primi 6 mesi: facevo tante cose che con il primo trapianto, nonostante fossi più giovane, non riuscivo a fare. Purtroppo il rene si è ammalato di nefrite, una malattia che non era nemmeno la mia malattia di base. Con forza di volontà e tantissimi sacrifici è durato circa 7 anni. Ora sono in dialisi da ormai 11 anni. Mi ero inscritta per il 3° trapianto, restando in lista d’attesa per almeno 5 anni. Poi però mi sono ritirata perchè i 21 interventi chirurgici subiti e le mie condizioni di salute non buone anche per via dei medicinali anti-rigetto, sconsigliavano una nuova esperienza di questo tipo. A me va bene così perchè sin dall’inizio di questa mia esperienza ho trattato la mia malattia come una mia cara amica alla quale confidare i miei problemi di famiglia, del mio matrimonio e delle mie poche gioie. Le parlo tuttora perchè Lei non mi ha mai abbandonato e anche se non la vedo fisicamente, so che è sempre qui con me da ormai 31 anni.
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