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INVALIDITA' CIVILE
RICONOSCIMENTO
La domanda per il riconoscimento della qualifica di invalido civile, del grado di invalidità e delle eventuali provvidenze economiche – previste dalla legge 30 marzo 1971 n. 118 e successive modifiche – va rivolta, (in carta libera o su apposito formulario predisposto presso le ASL) alla Commissione Medica per gli Invalidi Civili, presso la ASL di residenza, allegando certificato medico e certificato di residenza.

img width="825" height="1169" border="0" style="WIDTH: 784px; HEIGHT: 1114px" alt="" src="/public/freccia_laterale.gif" /> ATTENZIONE: se si è in attività lavorativa e si vuole mantenerla o se si vuole trovare un posto di lavoro è opportuno apporre sulla domanda la dicitura “Tale domanda è inoltrata anche per godere delle provvidenze previste dalle vigenti leggi per il collocamento e il mantenimento del posto di lavoro per gli invalidi civili”.
È consigliabile consegnare personalmente la domanda poiché la ricevuta permette – se ne avete bisogno – di ricevere i presidi e le protesi connessi all’invalidità (per es. carrozzina, busto, bastone, protesi acustiche) elencati nel “nomenclatore tariffario delle protesi” emanata periodicamente dal Ministero della Salute.

GRADI DI INVALIDITÀ
Tutta la materia dell’accertamento dell’invalidità e delle percentuali di invalidità a cui ascrivere ogni patologia o condizione invalidante deve essere modificata ed innovata. In attesa quindi della nuova normativa, il testo a cui riferirsi attualmente è il Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992 (supplemento 43 alla G.U. del 26.02.92).
Le tabelle riportanti le percentuali di invalidità prevedono:
– Nefropatia in trattamento dialitico permanente: dal 91 al 100%;
– Trapianto renale: 60%.
Stabilisce inoltre un complicato meccanismo per la valutazione delle infermità plurime: se cioè si hanno, oltre al fatto per esempio di essere portatore di trapianto renale, complicanze, come diabete, malattia cardiaca, artrosi ecc. queste vanno specificatamente indicate nel certificato medico allegato alla domanda.
Per le persone che hanno superato i 65 anni, non deve più essere indicato il grado di invalidità al lavoro (es. al 70 o al 100%) ma solo certificata la situazione di invalido civile e il riconoscimento, o meno, del diritto all’indennità di accompagnamento e la presenza di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e funzioni proprie della loro età.
Quando si è chiamati alla visita medica: portare un documento d’identità, e tutta la documentazione sanitaria che si ritiene utile – in originale e in copia per poterla lasciare agli atti se fosse essenziale e determinante – specialmente se nel tempo intercorso tra la domanda e la visita è cambiata la situazione (per esempio si è stati trapiantati, oppure sono intervenute complicanze, ecc.) e ricordarsi che la legge permette di farsi assistere da un proprio medico di fiducia.
Dopo la visita medica la Commissione deve trasmettere il relativo verbale alla Commissione per le pensioni di guerra del Ministero del Tesoro che ha tempo 60 giorni per chiedere ulteriori accertamenti, rigettare o confermare il responso. Solo passati questi 60 giorni, se il giudizio sarà confermato, la ASL provvederà ad inviare il verbale all’interessato (da conservare accuratamente).

ASSEGNO MENSILE DI INVALIDITÀ
È concesso agli invalidi civili di età compresa tra i 18 e 65 anni, a cui è stata riconosciuta una invalidità superiore al 74%, non collocati al lavoro, che non fruiscano di nessun altro trattamento pensionistico di invalidità, che abbiano un reddito personale inferiore a un tetto che viene fissato ogni anno e che per il 2004 era di Euro 3.942,25 (verificare il tetto per il 2005).

PENSIONE DI INABILITÀ
È concessa agli invalidi civili di età compresa tra 18 e 65 anni, a cui è stata accertata una invalidità del 100% e che abbiano un reddito personale inferiore a un tetto che viene fissato ogni anno e che per il 2004 era di Euro 13.417,68.

CONNOTATI COMUNI ad assegno e pensione
Al compimento dei 65 anni, in sostituzione, è corrisposto l’assegno sociale dell’INPS.
Per gli invalidi al di sotto del 100% vi è incompatibilità con le pensioni di invalidità per causa di servizio o per lavoro: la scelta di quale beneficio richiedere dipende da individuali valutazioni economiche.
Ogni anno, entro il 30 giugno, il titolare di provvidenze erogate dal Ministero dell’Interno, deve presentare un’autocertificazione sulla propria situazione reddituale. Il modulo viene consegnato dall’Ufficio Postale o spedito dall’INPS.

INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO
Prevista dalla legge n. 18 dell’11 febbraio 1980 è concessa – senza limiti di età e di reddito – agli invalidi civili totalmente inabili (100%) che sono impossibilitati a camminare senza l’aiuto permanente (e quindi non solo per un transitorio calo di pressione al termine della dialisi) di un ausilio (carrozzina, due bastoni canadesi) o di un accompagnatore oppure che siano impossibilitati a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita (vestirsi, lavarsi, mangiare, andare in bagno, ecc.). L’indennità è corrisposta per 12 mesi ed è cumulabile con la pensione di inabilità.

INDENNITÀ MENSILE DI FREQUENZA
Istituita dalla legge 289 dell’11 ottobre 1990 viene concessa ai minori di anni 18, cui sono state riconosciute “difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria “età” e debbono ricorrere a trattamenti riabilitativi o terapeutici continui o periodici (come la dialisi).
La domanda va rivolta dal legale rappresentante del minore alla Commissione Invalidi Civili della ASL di residenza.
Naturalmente questa indennità è incompatibile con l’indennità di accompagnamento, per la quale conviene optare se ricorrono le condizioni sanitarie previste, perché economicamente più vantaggiosa.
Il reddito personale per usufruire dell’indennità di frequenza non deve superare, per il 2004, Euro 3.942,25.

ATTENZIONE: Chi beneficia di una qualsiasi di queste provvidenze è tenuto a comunicare – entro 30 giorni dall’avvenuta modifica – alla propria ASL di appartenenza ogni mutamento delle condizioni sia sanitarie, sia di reddito che hanno dato origine al provvedimento.
Quindi l’invalido al 75% che trova un lavoro, il dializzato che è trapiantato, chi ha un aumento del proprio redito ecc. deve inviare una comunicazione – meglio con raccomandata con ricevuta di ritorno – alla Commissione Invalidi della propria ASL.
Sarà compito e responsabilità della ASL chiamare a visita di revisione il soggetto che, fino all’avvenuta visita, ha diritto di continuare a godere dei benefici concessi.

L’accertata insussistenza dei requisiti richiesti, nel corso di visite di controllo, può in caso di mancata comunicazione da parte dell’interessato, dare luogo ad eventuali azioni di responsabilità e di richiesta di restituzione delle somme – in questo caso – indebitamente percepite.

 
dal 1972 rappresenta e tutela nefropatici, dializzati e trapiantati
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