Il trasporto dialisi è nei LEA e va garantito in modo uniforme sull’intero territorio nazionale

Il Presidente ANED prende posizione sulla questione del trasporto dialisi a Faenza

Milano, 21 marzo 2018

“Il trasporto dialisi era nei LEA del 2001 ed è stato confermato con la stessa identica disciplina con i LEA approvati nel 2017 – ricorda il Presidente dell’ ANED Giuseppe Vanacore – i LEA elencano le prestazioni sanitarie che devono essere garantite in modo uniforme sull’intero territorio nazionale. Se il trasporto dialisi è stato inserito in questo fondamentale documento, che costituisce tuttora l’architrave del nostro Servizio Sanitario pubblico universale, l’unica spiegazione possibile è che il trasporto dialisi è parte della terapia sanitaria salvavita cui i pazienti sono costretti a sottoporsi mediamente per tre giorni alla settimana”.

Quanto sta accadendo a Faenza – sentinella però di una situazione che tende ad investire l’intera Regione – per ANED è incomprensibile e molto grave.

Cerchiamo di fare chiarezza!

Quando il dializzato volontariamente decide di recarsi con la propria autovettura al centro dialisi o viene accompagnato da un familiare è accettabile che sia rimborsato con 1/5 del costo del carburante per ogni km percorso.

Tuttavia, non si può dimenticare – come sopra accennato – che il trasporto dialisi è trasporto sanitario (semplice o complesso a seconda delle condizioni del paziente) altrimenti non sarebbe disciplinato nei Livelli Essenziali di Assistenza Sanitaria, né sarebbe stato necessario precisare nel Decreto ministeriale che la disciplina del trasporto dialisi spetta alle Regioni.

Al di fuori dei casi di scelta volontaria, quindi, è sempre di competenza degli organi sanitari territoriali, i quali vi devono obbligatoriamente provvedere con tutti gli strumenti messi a loro disposizione; non è neppure possibile immaginare che questa problematica sia scaricata sui singoli pazienti.

ANED nel 2017 ha steso delle Linee Guida, inviate a tutte le Regioni, indicando alla luce di molti anni di esperienza e sulla base di un sondaggio effettuato coinvolgendo i pazienti, le modalità migliori per ottenere un buon servizio, monitorato e con costi controllati.
La convenzione con le Croci o le associazioni dedicate risulta essere lo strumento migliore.

ANED è contraria al fatto che debba essere il paziente a indicare o cercare da solo il vettore per il trasporto, perché non è stabilito da alcuna norma. Qualora la Regione Emilia Romagna dovesse procedere in tal senso, i provvedimenti di tale natura saranno contestati e respinti da ANED.

Nel caso, poi, dovessero sorgere problemi per i pazienti è bene sapere che ANED non esiterà a schierarsi al loro fianco, sottolineando la responsabilità di chiunque intendesse sottrarsi ad un preciso dovere di garantire un Servizio Sanitario essenziale.

La dialisi è una terapia salvavita di cui il trasporto è parte integrante ed è per questa unica ragione che viene disciplinato a livello nazionale direttamente dal Ministro della Salute, in modo uniforme sull’intero territorio nazionale.

ANED è disponibile al confronto, anche se finora gli organi sanitari non hanno manifestato sufficiente sensibilità o attenzione, come giustamente sottolinea Giorgio Folpini, esponente storico di ANED in Emilia Romagna.

ANED chiede un intervento urgente dell’Assessore alla Sanità della Regione per porre fine a questa incresciosa situazione.

“Dovesse continuare l’attuale stato di cose – conclude Giuseppe Vanacore – non esiteremo ad intraprendere iniziative per tutelare i pazienti cronici in emodialisi, che sono costretti a sottoporsi ad una terapia salvavita gravosa e dolorosa, che non può essere cinicamente ulteriormente aggravata da un incredibile e insolito palleggiamento burocratico come sta avvenendo a Faenza.”

 

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Contatti Ufficio stampa ANED
Diana Shendrikova – diana.shendrikova@mediatyche.it – 334.9596341

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