CAL di Monastir: il Comitato Aned Sardegna interviene in merito al trasferimento dei pazienti e chiusura del turno pomeridiano

In merito alle vicende del CAL di Monastir, dal quale sono stati trasferiti alcuni pazienti e per il quale è stata disposta la chiusura del turno pomeridiano – preludio ad una possibile chiusura? – pubblichiamo copia della lettera inviata dal Comitato Aned Sardegna – nelle persone del Segretario Regionale Annibale Zucca e del Delegato Daniele Sperandio – all’indirizzo dell’Assessore alla Sanità e Politiche Sociali Dottor Luigi Arru e dei Dottori Fulvio Moirano e Stefano Murtas, rispettivamente Direttore Generale dell’ATS Sardegna e Direttore del Centro Dialisi di Quartu Sant’Elena.

Prot. n° 14/17 del 19/04/2017

Preg.mo Dott. Luigi Arru
Assessore alla Sanita e Politiche Sociali
Regione Autonoma della Sardegna

Preg,mo Dott. Fulvio Moirano
Direttore Generale Ats Sardegna

Preg.mo Dott. Stefano Murtas
Direttore Centro Dialisi di Quartu Sant’Elena

Gent.mi, la presente fa seguito alle disposizioni impartite verbalmente l’11 aprile u.s. ad alcuni pazienti in trattamento emodialitico presso il CAL di Monastir da parte del Direttore dei Centri Dialisi di Quartu Sant’Elena, Isili, Muravera e del suddetto CAL Dott. Stefano Murtas.

Il Dott. Murtas in maniera perentoria, ha invitato i pazienti a prendere atto della chiusura del turno pomeridiano dialisi a Monastir e la conseguente ridistribuzione dei pazienti in turni mattinieri e trasferendone altri presso il centro dialisi di Quartu.

Tutto ciò premesso, la scrivente Associazione chiede alle SS.LL, quali siano le cause che ancora una volta spingono chi dovrebbe proteggere i cittadini più svantaggiati a causargli invece ulteriori problemi oltre la sofferenza dovuta ad una gravissima malattia come la M.R.C.

Si comunica inoltre che i pazienti interessati “ che per ragioni di riservatezza non citiamo nella nostra nota “, non intendono sottoporsi ad ulteriori penalizzazioni dettate da eventuali spostamenti che creerebbero ulteriori disagi alle proprie famiglie.

Appare doveroso infine sottolineare che, quando un paziente entra in dialisi nell’intera famiglia si crea un delicato equilibrio il quale venendo meno, non farebbe altro che aumentare la vulnerabilità dell’ammalato, minando di fatto il già precario equilibrio psicologico già reso labile da una malattia non facile da accettare e subire.

Si chiede pertanto di voler rivedere la suddetta decisione e con la speranza in un positivo sollecito riscontro, è gradita la circostanza per formulare cordiali saluti

Il Segretario Regionale, Annibale Zucca

Il Delegato Medio Campidano, Daniele Sperandio

leggi l’articolo sulla vicenda

 

 

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